Il dolore è un'esperienza complessa, nella quale entrano in gioco fattori fisiologici e forti componenti psicologiche e sociali. Non deve stupire, quindi, che possa essere percepito, vissuto e affrontato in maniera diversa negli uomini e nelle donne. Non solo, ma è stato ampiamente dimostrato che alcune condizioni dolorose, soprattutto quelle associate a dolore cronico, hanno una prevalenza differente nei due sessi e che la prevalenza specifica per sesso può variare con l'età. Dare una spiegazione esauriente di queste diversità non è affatto semplice. È molto probabile che alla base vi siano differenze anatomiche e fisiologiche in quelle aree del sistema nervoso che trasmettono, modificano o integrano i segnali nocicettivi. A questo si deve aggiungere che l'uomo e la donna possono differire nella loro esperienza emotiva e cognitiva e nel loro modo di riferire il dolore anche a causa del diverso impatto che possono avere alcuni cambiamenti del ciclo vitale. Un esempio chiaro è rappresentato dalla pubertà, fase attraverso la quale passano sia i maschi sia le femmine, ma con implicazioni molto diverse tra i due sessi, visto che dopo tale evento solo le donne vanno incontro, con il ciclo mestruale, a segnali fisiologici ripetuti nel tempo, talvolta anche dolorosi, che possono avere un effetto di sensibilizzazione sulla percezione del dolore o determinare risposte specifiche che possono venire in seguito generalizzate ad altri tipi di dolore.
Come valutare il dolore nell'uomo. Secondo una vecchia credenza femminile, gli uomini sono più sensibili al dolore e lo sopportano meno, tanto che spesso si sente dire che, se il parto fosse in carico all'uomo, la specie umana si sarebbe estinta già da un pezzo. La ricerca di base ha indicato, al contrario, che per molte stimolazioni dolorifiche le donne hanno una tolleranza inferiore. Per esempio, gli esperimenti condotti con il calore hanno mostrato che alle donne basta una temperatura minore per avvertire il segnale doloroso. In realtà, ancora nessuno realmente sa come donne e uomini percepiscano il dolore e come reagiscono a esso; tanto meno sono chiare le cause di diversità, sebbene gli ormoni sessuali, come gli estrogeni, potrebbero ricoprire un ruolo determinante, così come differenti esperienze fisiologiche e patologiche.
Come trattare il dolore nell'uomo. Per quanto riguarda il dolore, così come per la maggior parte delle malattie, oggigiorno non esiste un approccio terapeutico specifico per i due sessi: un atteggiamento, questo, che potrebbe cambiare molto nel prossimo futuro, grazie al progresso delle conoscenze sui meccanismi della percezione del dolore e, soprattutto, su quelli della sua modulazione. Di certo sappiamo che molte condizioni dolorose affliggono prevalentemente il sesso femminile e altre prediligono i maschi: queste ultime includono la cefalea a grappolo, la malattia coronarica, la gotta, la spondilite anchilosante, l'ulcera duodenale e la malattia pancreatica, per le quali si ha a disposizione un numero notevole di farmaci analgesici tra i quali, come raccomandato anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), è possibile scegliere a seconda delle differenti situazioni: dagli antinfiammatori non steroidei agli oppioidi minori, fino alla morfina.