FAQ - Domande generali
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Il dolore è un segnale di allarme del nostro organismo che ci avverte della presenza di una malattia o di una lesione. Talvolta, però, tale segnale non è commisurato alla causa e, in rari casi, può anche comparire in assenza di traumi o patologie.
Esistono recettori, localizzati nella pelle, nei tessuti più profondi e negli organi, che sono deputati a raccogliere stimoli nocivi. In presenza di una malattia o di una lesione, questi recettori, chiamati nocicettori, si attivano e attraverso i nervi mandano un messaggio al midollo spinale e, da qui, al cervello.
Il dolore acuto è quella sensazione innescata dal sistema nervoso che ci allerta di un possibile danno e che scompare al risolversi della causa. Il dolore si dice cronico quando, al contrario, persiste per mesi o anni, anche dopo l'eventuale risoluzione della causa che lo ha originato.
Il dolore che persiste per molto tempo può essere associato a patologie croniche, come l'artrite reumatoide o i tumori, oppure essere stato evocato da una lesione o una malattia che, sebbene si sia risolta, ha innescato un circolo vizioso che mantiene il dolore anche in assenza dello stimolo originario.
Le
cefalee primarie (emicrania, cefalea tensiva, cefalea a grappolo) e il
mal di schiena sono tra le più comuni, come i
dolori osteoarticolari (quali
artrite reumatoide e osteoartrosi), alcune
neuropatie (per esempio neuropatia posterpetica, nevralgia del trigemino) e il dolore da cancro.
Essendo una sensazione soggettiva, non esistono metodi oggettivi di misurazione del dolore, ma esistono diverse scale di valutazione che aiutano il medico, con la collaborazione del paziente, a stimare l'entità delle dolore e che sono utili anche per monitorare l'efficacia della terapia.
Gli antidolorifici propriamente detti possono essere ricondotti a quattro categorie: i FANS (farmaci antinfiammatori non steroidei), il paracetamolo, gli oppiacei (analgesici propriamente detti) e gli anestetici locali.
I corticosteroidi non hanno azione analgesica di per sé, ma sono potenti antinfiammatori. Pertanto vengono utilizzati come adiuvanti nelle condizioni nelle quali il dolore è dovuto a infiammazione locale.