- Dolore nell'anziano -

Che cosa sono le malattie vascolari

Che cosa sono le malattie vascolari

Il termine malattia vascolare periferica (PVD, Peripheral Vascular Disease) si riferisce ai disordini dei vasi sanguigni (arterie e vene) al di fuori del cuore e del cervello. Tuttavia è comune l'uso di tale termine per riferirsi alla malattia periferica arteriosa (PAD, Peripheral Arterial Disease), una condizione che si sviluppa quando le arterie che forniscono il sangue agli organi interni, alle braccia e alle gambe si ostruiscono parzialmente o completamente, generalmente come conseguenza dell'aterosclerosi. Tale ostruzione può indurre un'ischemia (carenza di sangue ai tessuti) acuta o cronica. Quando il medesimo processo interessa le arterie coronarie, ovvero i vasi che irrorano il cuore, si parla di malattia vascolare coronarica. Oltre alle patologie muscolari, le polimialgie e le neuropatie, la malattia vascolare periferica e quella coronarica rappresentano situazioni cliniche tipiche dell'età avanzata e costituiscono una rilevante causa di dolore.

Cause delle malattie vascolari

I fattori di rischio più importanti per le patologie vascolari sono:

  • ipertensione;
  • elevati livelli ematici di trigliceridi e di colesterolo "cattivo" (LDL);
  • bassi livelli ematici di colesterolo "buono" (HDL);
  • fumo di sigaretta;
  • diabete mellito;
  • obesità;
  • inattività fisica;
  • storia familiare di aterosclerosi.

Sintomi delle malattie vascolari

Le manifestazioni cliniche sono correlate con il tipo e la localizzazione dei vasi coinvolti e con l'entità della riduzione del flusso di sangue. Può infatti accadere che un vaso venga occluso improvvisamente, con altrettanto improvvisa comparsa di un dolore intenso associato a torpore e cute fredda e pallida; se l'ischemia che ne deriva è grave, possono insorgere perdita della sensibilità e della motilità nell'area colpita e, dopo 6-8 ore, irrigidimento muscolare. Al contrario, quando il vaso si occlude in modo graduale, si ha una manifestazione tipica, chiamata "claudicatio intermittens" poiché il soggetto non è in grado di camminare normalmente. Si associano dolore, crampi o sensazione di fatica che peggiorano camminando e migliorano con il riposo, fino a scomparire. Sintomi simili possono comparire anche a carico delle braccia.

Raramente, quando l'occlusione dell'arteria è tale da non consentire sufficiente trasporto di ossigeno alle estremità, il dolore compare anche a riposo; in questo caso il dolore interessa tipicamente i piedi, è solitamente severo e si presenta alla notte, quando il soggetto è in posizione supina. La ridotta circolazione può causare l'apertura di ferite che stentano a guarire, ulcere, gangrene o altre lesioni alle estremità colpite. Tali zone, che non ricevono un flusso sufficiente di sangue, sono inoltre più inclini alle infezioni. Nei casi estremi può essere necessaria l'amputazione.

Quando a occludersi è una coronaria, la riduzione del flusso ematico induce sofferenza cardiaca, che si manifesta con l'insorgere di angina (dolore localizzato al petto che può irradiarsi alla spalla, al braccio sinistro, alla schiena o al collo), ma se l'occlusione è completa e il sangue non arriva più a una parte di muscolo cardiaco si ha un infarto.

Soprattutto gli anziani possono avere percezioni differenti del dolore o non provarlo affatto, e possono lamentare soltanto malessere e affaticamento.