- Mal di denti -

Quali sono le patologie dentali

Dolore da carie/pulpite
Il mal di denti più diffuso e frequente fin dall'infanzia è quello associato alla presenza di carie dentali o erosioni/rotture della superficie dello smalto che fanno infiammare la parte interna del dente e talvolta il nervo, causando pulpite. In genere, questo tipo di dolore insorge in modo improvviso, mentre si mangia o si bevono cibi/bevande calde o fredde, dolci o salate e se si mastica sul dente danneggiato. Il dolore è ben localizzato e può presentarsi come una fitta estemporanea che poi si attenua, per ripresentarsi comunque in momenti/pasti successivi, oppure persistere in modo più o meno costante per alcune ore o giorni. Il dolore da pulpite è tipicamente pulsante e intermittente. L'intensità del disagio è legata all'estensione e alla profondità del danno, al grado di infiammazione e all'eventuale complicanza infettiva (ascesso). A prescindere dalla gravità delle manifestazioni, per risolvere la situazione in modo definitivo è sempre necessario rivolgersi subito al dentista di fiducia e sottoporsi alle cure del caso. Mantenere una buona igiene orale, evitare cibi ricchi di zuccheri e acidi e sottoporsi a controlli odontoiatrici periodici è il modo migliore per prevenire fastidi di questo tipo.

Nevralgia dentale
Il mal di denti più temibile perché spesso difficile da codificare e, quindi, da risolvere in modo definitivo, rimuovendone la causa, è quello di tipo nevralgico. Il dolore dentale nevralgico insorge in modo spontaneo e può essere più o meno intenso; di norma è cupo, persistente, poco localizzato, non riferibile a un singolo dente, ma esteso all'emiarcata (più spesso quella superiore). Le cause più frequenti di nevralgie di questo tipo sono sollecitazioni da pressione, digrignamento o bruxismo, posture temporo-mandibolari scorrette, irritazioni conseguenti a erosione dentale diffusa. Non di rado l'origine resta indefinita.

Infiammazione/infezione del dente del giudizio
Un tipo di dolore dentale ampiamente sperimentato in età adulta è quello legato all'infiammazione/infezione del "dente del giudizio" (terzo molare). Dei quattro denti del giudizio, di solito a fare male sono soprattutto i due presenti nell'arcata superiore (in fondo a destra e a sinistra). In questo caso, il dolore interessa pressoché l'intera emiarcata, si irradia l'orecchio e può essere associato a un leggero gonfiore delle ghiandole presenti nella parte alta del collo, sotto la mandibola. Il primo approccio di trattamento è sempre di tipo farmacologico e prevede una combinazione di analgesici/antinfiammatori e un antibiotico perché, anche se non già presente, c'è un elevato rischio che si instauri una complicanza infettiva. Se dopo un periodo di tempo ragionevole, il dolore non si risolve con la terapia medica, l'odontoiatra è costretto a intervenire e ad asportare il dente e la radice. Si tratta di un'operazione delicata, soprattutto quando la radice è posizionata in prossimità di fasci nervosi che innervano il labbro o il viso. In genere, l'intervento è seguito da alcuni giorni di dolore intenso, anche in questo caso da sedare con farmaci analgesici/antinfiammatori e antibiotico, potenziandone gli effetti con l'applicazione ripetuta, sulla parte posteriore della guancia, di ghiaccio o impacchi freddi (che servono anche a frenare il sanguinamento).

Sensibilizzazione dentale
Un dolore dentale che non richiede farmaci per essere sedato, ma che può creare notevoli fastidi, è quello dovuto a sensibilizzazione causata da erosione dentale o ritiro della rima gengivale e scopertura del colletto del dente. Chi soffre di sensibilizzazione dentale percepisce un fastidio o fitte simili a scosse elettriche più o meno intense ogni volta che mangia o beve cibi freddi o molto caldi, dolci o salati, presentando una spiccata sensibilità nei confronti di composti acidi (agrumi, aceto, bevande gassate, succhi di frutta, frutta acerba ecc.), che possono causare fastidi persistenti per diversi giorni, impedendo addirittura di appoggiare lo spazzolino per lavare i denti. In questo caso, il problema può essere attenuato evitando i cibi più a rischio e usando regolarmente un dentifricio ricco di fluoro specifico per denti sensibili e prodotti desensibilizzanti. È assolutamente indispensabile mantenere un'accurata e regolare igiene orale, dopo ogni pasto.

Gengivite
La gengivite consiste nell'infiammazione dei tessuti che circondano e ospitano il colletto e la radice del dente (periodonto). L'infiammazione si instaura progressivamente, manifestandosi con rossore e gonfiore gengivale, localizzato o esteso, facile sanguinamento, ipersensibilità e dolore. Nella maggior parte dei casi, la comune gengivite insorge a causa di un'igiene orale inadeguata, che porta all'accumulo di placca batterica, lesiva per i tessuti gengivali oltre che principale responsabile della carie dentale. L'infiammazione delle gengive può essere favorita/aggravata da traumi (compreso l'uso di uno spazzolino con setole troppo rigide o usurate o uno spazzolamento troppo "vigoroso"), da un'alimentazione poco sana e carenze vitaminiche, dal fumo, da alcune terapie farmacologiche e dalla radioterapia alla testa e al collo. Se trascurata, specie in soggetti predisposti, la comune gengivite può evolvere nella più seria parodontite, che, oltre a essere molto dolorosa e difficile da curare, può comportare un serio rischio di perdita dei denti (anche sani). Tutti i sintomi di disagio a carico delle gengive, in particolare il sanguinamento, vanno riferiti al dentista di fiducia, che indicherà la cura migliore nei vari casi.