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29/10/2021

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La Mucosite

In Medicina il suffisso “ite” indica sempre una condizione infiammatoria.

 Il termine mucosite esprime perciò, alla lettera, l’infiammazione di una mucosa, cioè di uno dei tessuti di rivestimento, per esempio dell’apparato digerente, respiratorio o urogenitale. La mucosite è defiita l’infiammazione della mucosa a partire dal cavo orale fino alla zona anale. In questa sede  si farà principalmente riferimento al cavo orale.

 

Una problematica nota in ambito oncologico

La mucosite è definita una complicanza che interessa circa il 35-40% degli individui che seguono un ciclo di chemio- e/o radioterapia e può presentarsi con frequenza ancora nei pazienti sottoposti a trapianto di cellule staminali emopoietiche. I meccanismi sono diversi e sono correlati agli effetti dei trattamenti stessi: i chemioterapici e le radiazioni ionizzanti, infatti, possono determinare un danno generalizzato ai tessuti dell’organismo. Le mucose, sono caratterizzate da un elevato ricambio cellulare, e sono diversi i meccanismi in grado di compromettere il loro “rinnovamento” fisiologico, favorendo di conseguenza l’assottigliamento e l’indebolimento della mucosa orale. Tra gli “stadi” della mucosite troviamo: il danno del DNA, in caso di chemio- e radioterapia; la produzione e l’ampificazione di sostanze infiammatorie che comporta un danno diretto o indiretto ai tessuti, l’ulcerazione e la guarigione con cicatrizzazione. La formazione di cicatrici è l’esito finle, corrispondente alla fase di guarigione..

 

La preesistenza di problematiche dentarie, quali carie e gengiviti, rappresenta di per sé un fattore predisponente all’insorgenza di mucosite e rende quanto mai importanti una visita accurata e, se necessaria, una cura specifica. Ulteriori fattori da considerare sono l’età (sono maggiormente interessati i giovani, in cui è più elevato il ricambio cellulare), le condizioni di salute e nutrizione generali, la pratica di abitudini dannose, come il fumo, la malattia di base, eventuali patologie concomitanti (per esempio diabete) e ovviamente il tipo di chemioterapia o radioterapia praticata (farmaco, piano terapeutico, via di somministrazione).

 

 

Le manifestazioni

I cambiamenti a carico della mucosa orale si rendono visibili di solito a distanza di qualche giorno  dal trattamento radio o chemioterapico a cui è stato sottoposto un individuo (di solito 5-10 giorni) sotto forma di assottigliamento (atrofia), arrossamento (eritema) e comparsa di ulcerazioni (il pavimento orale, le mucose interne delle guance e delle labbra e la superficie laterale e inferiore lingua sono le sedi più frequentemente colpite) con possibile sanguinamento, che può essere sostenuto anche da una riduzione delle piastrine (piastrinopenia) indotta dalla terapia. Tra le implicazioni principali ci sono naturalmente il dolore e la difficoltà a deglutire (disfagia). In pratica si delinea un ventaglio di possibili situazioni, da un bruciore tollerabile a un dolore urente severo, che nei casi più seri rende impossibile assumere alimenti e bevande e perfino parlare.

 

 

Criteri di approccio

Alla luce di quanto esposto appare chiaro che ogni caso è una storia a sé. La prevenzione è senz’altro prioritaria e, come già accennato, deve partire da una buona igiene e idratazione orale e da alcuni accorgimenti (ad esempio, evitare i collutori alcolici e i dentifrici con alto potere abrasivo, evitare il fumo e alcol, seguire dieta adeguata preferenzialmente con cibi morbidi). A seconda poi delle necessità il medico può suggerire soluzioni più specifiche.

 

 

Bibliografia

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