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15/11/2021

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Il rapporto tra alimentazione, idratazione e dolore

Il controllo del dolore, in particolare cronico, richiede sempre un’attenta valutazione del singolo individuo

Il controllo del dolore, in particolare cronico, richiede sempre un’attenta valutazione del singolo individuo con un approccio che deve prendere in considerazion, tra gli altri fattori, anche lo stile di vita, tra cui alimentazione e idratazione. Se, in effetti, si naviga in siti autorevoli, come per esempio quello della Cleveland Clinic e dell’Harvard Medical School, per citarne soltanto due, si intuisce facilmente come questo argomento sia di particolare interesse anche nell’ambito del dolore cronico.

Un esempio emblematico: il long COVID

La recente pubblicazione di un ricercatore dell’Università di Friburgo, per esempio, ha trattato l’argomento nell’ambito del long COVID.  Questa condizione è un corteo di disturbi (tra cui stanchezza, mal di testa, dolori muscolari, articolari e toracici) che desta grande attenzione visto che fino all’80% dei pazienti che sono risultati positivi al SARS-CoV-2 sviluppano almeno un sintomo a lungo termine.  Secondo lo studio in questione, una dieta che privilegia gli alimenti vegetali, come si è osservato nell’arco di 8 settimane, potrebbe essere utile non soltanto per contrastare depressione, ansia, alterazioni del sonno associati al COVID-19, ma anche per migliorare numerosi sintomi fisici che fanno seguito alla malattia acuta, quali il dolore muscoloscheletrico e l’infiammazione sistemica. Sebbene, come sottolineato dall’autore, saranno necessari altri studi per validare con certezza questi risultati, l’interpretazione di questo dato risiede nel fatto che gli alimenti vegetali contengono notoriamente vitamine e antiossidanti a differenza dei cibi ricchi di acidi grassi saturi e sostanze ad azione pro-infiammatoria (o loro precursori). Naturalmente questa osservazione non va interpretata in senso assoluto: un’alimentazione equilibrata, per dare il massimo beneficio, presuppone uno stile di vita corretto, caratterizzato per esempio da attività fisica e assenza di cattive abitudini (fumo, alcol) e naturalmente deve essere personalizzata. Il vero messaggio è un altro: il regime alimentare può influenzare il livello di infiammazione (con implicazioni anche sul dolore) dell’organismo, tanto che nel contesto di numerose malattie croniche suggerimenti ricorrenti sono la riduzione delle calorie nel contesto di una dieta “antinfiammatoria” e l’assunzione di un livello adeguato di acidi omega-3.

Il ruolo dell’idratazione

Un altro componente che potrebbe essere importante è l’assunzione di acqua: uno studio condotto in Nuova Zelanda su 17 giovani sani ha infatti riportato che una condizione di ipoidratazione può aumentare la percezione del dolore acuto. Le spiegazioni possono essere diverse e chiamano in causa dinamiche sia psichiche sia organiche. In caso di  condizioni associate a dolore, quindi,  occorre fare attenzione anche all’importanza di mantenere sempre un giusto apporto di idratazione, indagando se l’ipoidratazione possa influenzare il livello o il tipo di dolore provato dal paziente. Questo aspetto potrebbe essere importante da indagare nella valutazione dello stile di vita del paziente, soprattutto in caso di dolori difficili da gestire nei quali lo stile di vita è una parte fondamentale del trattamento.

Bibliografia

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